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Sesso e sensi di colpa
Comprenderne la funzione
© di Francesco
Pandolfi Balbi
Al di là dei dogmi religiosi e delle eterne
incomprensioni fra uomo e donna, cos'è il sesso?
Non dobbiamo dimenticare che l'uomo è un animale e che,
quindi, se analizzare se stessi comporta troppi dubbi, è
sufficiente procedere per analogia per trovare risposta a
parecchi quesiti.
A cosa serve, dunque, il sesso? La scienza ci dice che è
una specie di automazione che s'instaurò nel comportamento
dei primi organismi nati sul nostro pianeta e che,
tramandato tramite DNA, si perfezionò con il passare del
tempo differenziandosi nelle diverse razze a seconda delle
condizioni ambientali e delle esigenze specifiche delle varie
specie. Difficile spiegarne il meccanismo, ma qualsiasi libro
di biologia servirà ad eliminare qualsiasi dubbio in tal
senso.
Da allora il sesso rappresenta la via più economica e
pratica per garantire la prosecuzione e l'evoluzione di tutte
le specie. Se, putacaso, l'impulso sessuale decadesse in una
razza, molto semplicemente essa si estinguerebbe.
Credo, quindi, che molti dei sensi di colpa che sorgono
dentro di noi quando ci ritroviamo a vivere le nostre pulsioni
non abbiano ragione d'esistere. Se rivalutiamo le nostre
convinzioni religiose e sociali sotto questa luce, ci rendiamo
conto che la loro struttura, anticamente adeguata a
controllare gli impulsi di popoli istintivi ed ignari della
propria natura, con il trascorrere del tempo è rimasta
intatta, non si è affatto adeguata ai cambiamenti evolutivi
che l'homo sapiens sapiens, nel frattempo, ha messo in atto.
Sono in molti a sapere che le religioni (e non sto
parlando della spiritualità libera da dogmi, che è
tutt'altra cosa) consistono prevalentemente in un insieme di
regole impiantate su uno sfondo di verità (che ben presto
scompare) per controllare e guidare le masse verso un
determinato ordine sociale.
Occorre quindi che l'uomo, ormai abbastanza maturo da
comprendere se stesso, rivaluti tali norme adattandole ai
tempi odierni e le depuri da significati che ormai prendono
origine quasi esclusivamente da veri e propri anacronismi o,
se vogliamo chiamarli altrimenti, malintesi.
Gli intenti dei teocrati dei nostri giorni non sono certo
cambiati, mutano semplicemente gli anatemi che lanciano. Per
loro sfortuna e per nostra fortuna, l'uomo non è più un
essere totalmente inconsapevole e, quindi, facilmente
indirizzabile, anche se l'andare avanti quasi alla cieca di
questo periodo storico genera nella maggior parte delle
persone stress, paura e disorientamento, elementi scomodi ma
ormai inevitabili.
L'unica alternativa che abbiamo è questa: scegliere di
andare avanti ognuno con le proprie forze ed il proprio
universo interiore,
possibilmente riscoprendo le mille virtù della collaborazione
con i nostri simili, o sotterrare la testolina sotto la
sabbia. Forse c'è ancora qualcuno che potrebbe riuscire a
convincersi che quest'ultima sia una soluzione.
Certo che, in un'epoca di crisi di valori e d'identità
come quella nella quale viviamo, il sesso è una delle
componenti della vita che ci rimette di più. Vale infatti la
regola: più un elemento è importante (leggi: per il
progresso della razza), maggiori sono le energie e gli
interessi che entrano in gioco.
Anche il comune assunto che andare a letto con una persona
diversa dal partner significhi tradire, secondo me, andrebbe
intimamente riesaminato (anche se so bene quanto sia difficile).
Cosa "tradisce", in realtà, chi fa sesso con
altri? Ha forse sottoscritto un contratto? Potremmo anche
sostenerlo, adducendo il tacito assenso ad una situazione
consuetudinaria (il rapporto di coppia). Ma per costruirsi una
vita soddisfacente occorre ben più di una consuetudine:
l'entusiasmo, la gioia, l'amore puro, libero da costrizioni
sono ormai non solo una necessità per la posa del prossimo
passo evolutivo, ma anche realtà che, di fatto, stanno
entrando sempre più profondamente e diffusamente nella vita
umana.
L'insoddisfazione ed il conflitto nascono quasi sempre
dalla scarsa capacità di conciliare queste nuove esigenze con
i soliti vecchi schemi.
C'è di più: il tradimento riflette a volte una semplice
pulsione (lo ripeto: naturale ed indispensabile) che ciascuno
di noi dovrebbe esaminare, comprendere ed integrare tramite l'intelligenza nel
"sistema uomo", ovvero in una nuova personalità
ordinata e cosciente, ma è anche sempre più
frequentemente conseguenza del disagio che sorge nel
vivere un rapporto asfissiante perché improntato su valori
ormai inaccettabili.
Del resto l'uomo probabilmente non è mai stato un animale monogamo
(ricordiamo che tuttora molti popoli non lo sono); solamente
da pochissimi secoli, spinto dalla religione, sta provando ad
esserlo, ed in termini evoluzionistici ciò corrisponde ad
un'inezia.
Tuttavia molto è già stato fatto, e potrebbe anche
andare meglio se i tempi e la società nei quali viviamo non
cambiassero in continuazione le carte in tavola sottoponendoci ad una
continua crisi d'identità e di valori.
In effetti, i nostri istinti sono molto più intelligenti
di quanto crederemmo: se nasceranno i presupposti necessari,
se la cosa si renderà oculata in termini evoluzionistici, la nostra
crescita ci condurrà certamente verso la
monogamia, ma al giorno d'oggi troppi sono ancora i problemi
da risolvere. L'unica scelta che abbiamo è ancora la stessa:
risolverli, o far finta che non ci siano.
In genere sceglie la seconda delle possibilità la persona
"spompata", in crisi, che fa di tutto per
convincersi che per non soffrire sia sufficiente nascondersi a
se stessa ed agli altri. E allora giù con le corna, con le
menzogne, con i soliti mille, snervanti sotterfugi.
L'alternativa? Analizzarsi, comprendersi, ma prima di
tutto accettarsi per quello che si è. Nulla più essere
cambiato se prima non lo si conosce, nulla può essere
conosciuto se prima non lo si è accettato. In questo senso,
va da sé che un ingrediente basilare sia il confronto,
soprattutto quello con il partner, che dovrebbe essere la
persona più vicina al nostro universo interiore.
L'unico tradimento che conosco è quello nei confronti di
me stesso. Non lo dico per egocentrismo, ma perché qualsiasi
promessa fatta ad altri ha un valore ed un'utilità solo se è
stata fatta con il cuore e con convinzione. Poco ha a che vedere con le continue
estorsioni di promesse e di rassicurazioni alle quali siamo
abituati. L'uomo vive da decenni, se non da secoli, in uno
stato nel quale non sa chi è, né dove sta andando; è
naturale, ma anche ingiusto ed im produttivo, che si rifugi dove
può. E, certamente, il primo luogo che ci rassicura tutti,
costi quello che costi, è
proprio la coppia.
Ci sarebbe ancora molto da dire, soprattutto a proposito
della capacità di guardare oltre le immagini e le maschere
che la nostra mente produce continuamente.
Ormai, e l'ho ripetuto troppe volte, la nostra razza comincia ad essere
matura, possiamo prendere in mano il nostro presente ed il
nostro futuro, costruire una coppia migliore, consapevole,
basata sul rispetto, sulla correttezza, sulla coerenza, sulla
sincerità.
Ma prima di questo è indispensabile
ricostruire se stessi sapendo chi siamo e da dove veniamo.
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