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AIDS: Cospirazione mortale
Per il controllo e la selezione della popolazione
mondiale?
© di Giuseppe
Cosco / http://cosco-giuseppe.tripod.com/index.htm
Dopo che per anni siamo stati terrorizzati
dallo spettro terrificante dell’AIDS, oggi non se ne parla quasi. Forse
per questo è venuto il momento di riscrivere la storia di questa
misteriosa malattia, che colpisce selettivamente omosessuali e drogati.
Sentiamo l’opinione degli autorevoli studiosi che hanno sempre sostenuto
che questa terribile malattia è stata creata in laboratorio come arma di
sterminio controllato.
A volte ho l’impressione che quella che chiamiamo scienza medica abbia
un sottofondo di magia nera, con tanto di sacrifici umani rituali. Nel mio
libro “Storia segreta dell’AIDS”(1) avevo denunciato il propagarsi
di nuovi razzismi, culminanti in “programmi di controllo” che celano
genocidi e stermini accuratamente programmati in ambienti militari o
asettici laboratori, dove si studiano nuovi tipi di morte. In certi
ambienti scientifici e militari top secret, si svolgono esperimenti,
capaci di suscitare veri e propri flagelli. La nostra, in fondo, è
un’Era di pericolosi angeli sterminatori o, se preferite, anticristi.
Un documento del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, gli Atti del
91° Congresso – Sottocomitato del Dipartimento della Difesa, 1 Luglio
1969, dice testualmente: “Gli studi sulla biologia molecolare
progrediscono con straordinaria velocità. (…). Entro cinque o dieci
anni sarebbe possibile produrre un nuovo agente biologico che non esiste
in natura, e contro cui non è stata acquisita nessuna immunizzazione
naturale”. Nel periodo di tempo previsto, “cinque o dieci anni”,
scoppia l’epidemia denominata AIDS.
La storia dell’AIDS, dunque, sarebbe molto diversa da come fino ad ora
è stata raccontata. La verità sarebbe ben altra e nel mio libro(2)
documento cosa si nasconderebbe dietro la cosiddetta “peste del XX
secolo”, ma una bugia ripetuta centinaia di volte finisce col diventare
la verità.
Nel 1981, presso il "Centers for Disease Control" di Atlanta, in
Georgia, si cominciò a parlare di una nuova malattia molto contagiosa
denominata: "Sindrome di immunodeficienza acquisita" provocata,
a quanto dicevano e dicono, da un virus. Robert C. Gallo e Luc Montagnier,
gli scopritori spiegarono che l’AIDS è: “...una malattia devastante
causata da una classe di agenti infettivi - i retrovirus - che erano stati
individuati per la prima volta in esseri umani solo qualche anno prima.
...fu isolato un nuovo virus - il virus dell'immunodeficienza acquisita
dell'uomo (HIV, da human immunodeficiency virus) - e si dimostrò che esso
era la causa della malattia...”(3). E solo nel 1984, l’allora Ministro
della Sanità statunitense Margaret Heckler ed il virologo Robert Gallo,
dell’Istituto Superiore di Sanità, annunciarono al mondo, nel corso di
una conferenza stampa, che era stata individuata una nuova malattia
virale, trasmessa attraverso il sangue o i rapporti sessuali. Ma è tutto
falso.
Lo sostengono numerosi studiosi e, tra questi, il famoso scienziato Peter
Duesberg (http://www.duesberg.com/), esperto, a livello mondiale, di
retrovirus e professore di biologia molecolare alla University of
California di Berkeley, scopritore, nel 1970, del primo gene collegato al
cancro, disse: “Il virus di Gallo non è la causa dell’AIDS perché
non rispetta i postulati di Koch e Henle di malattia contagiosa e perché
non rispetta sei regole cardinali della virologia”(4). In sostanza Koch
ha affermato che si può parlare di malattia contagiosa solo quando
l’agente infettante, oltre a causare la stessa affezione in tutti quegli
individui coi quali viene a contatto, è anche sempre presente in ogni
stadio della malattia.
Con l’AIDS tutto ciò non avviene, infatti, “ci sono molti casi di
persone con tutti i sintomi dell’AIDS ma che non presentano alcuna
infezione da Hiv, così come ci sono soggetti che sono stati infettati
dall’Hiv da oltre 10 anni e che non mostrano alcun segno di
malattia”(5).
E poi sorprende, inoltre, sapere che il virus responsabile
dell’immunodeficienza acquisita è stato scoperto da Gallo, addirittura,
un anno prima che si manifestasse la malattia! “Nessun altro
ricercatore, mai, nella storia della medicina, è riuscito a scoprire
l’agente patogeno di una epidemia l’anno prima che l’epidemia
scoppiasse. Solo Robert C. Gallo c’è riuscito”(6), hanno denunciato
sospettosi i giornalisti Francesco Romano e Elizabeth Vogel. Come si
spiega questo anacronismo? La storia “ufficiale” dell’AIDS racconta
che il dott. Robert Gallo ipotizzò un virus come causa
dell’Immunodeficienza acquisita, a febbraio 1983, tuttavia, Jerome
Groopman, sulla rivista “Nature”, già cinque mesi prima, a settembre
dell’82, aveva scritto: “Robert Gallo del National Cancer Institute
sta studiando i pazienti di AIDS in funzione del virus HTLV perché il
virus HTLV ha una simpatia per i T-linfociti, e perché è endemico dei
Caraibi” (“Nature”, 9 settembre 1982).
La storia della “sindrome di immunodeficienza acquisita” è del resto
un vero e proprio maledetto puzzle con risvolti e sorprese, così
inquietanti, da sembrare incredibili e guai a chi denuncia il misfatto. Ci
ha provato il professor Duesberg pubblicando assieme a Bryan Ellison il
libro: “Why We Will Never Win the on AIDS”, ebbene, una Corte Federale
Di New York, il 29 dicembre del 1995, ha ordinato che tutte le copie del
libro venissero ritirate e distrutte. Una precedente ordinanza dello
stesso giudice vietava la distribuzione del libro ovunque in America,
anche gratuitamente(7). Come interpretare questa congiura del silenzio?
E se davvero Duesberg avesse ragione a sostenere che l’Hiv non è la
causa dell’AIDS? Allora sarebbe davvero tremendo per l’ortodossia
sull’AIDS, perché: “dal 1987 sta prescrivendo a più di 200.000
sieropositivi, non importa se colpiti o meno dall’AIDS, una micidiale
accozzaglia di farmaci venefici, come la pentamidina e i chemioterapici
(tipo l’AZT, il ddl e il ddc); ...sta infliggendo mortifere prognosi di
AIDS a centinaia di migliaia di persone risultate sieropositive al test
dell’HIV”(8).
Ma, se non è l’HIV, cos’è?
Il “Sunday Express” (26 ottobre 1986), scriveva che, secondo tre
studiosi, “l’AIDS, la patologia mortale apparsa nel 1979 negli USA e
che miete vittime in tutti i continenti, è stata ‘inventata’ in
laboratorio”. Nel frattempo si levano, da più parti, accuse gravissime
mentre le bugie dette sull’AIDS “...ancora oggi si ripetono per
coprire lo sterminio dei negri, dei drogati e degli omosessuali...”(9).
E’, infatti, ormai evidente che ben lontana “dal minacciare la
popolazione eterosessuale in generale, l’AIDS resta confinato
principalmente ai tossicodipendenti ed agli omosessuali maschi di
particolari zone urbane”(10).
Cosa si cela dietro l’AIDS?
C’è chi ha parlato di sterminio, di congiura contro una parte
dell’umanità. La popolazione nera degli Stati Uniti crede che
“l’unico dato in comune tra le vittime dell’AIDS... non è né il
sesso né la droga, ma sono le manipolazioni dell’uomo bianco. Secondo
queste storie ai drogati viene fornita eroina opportunamente tagliata con
sostanze che danneggiano il sistema immunitario, mentre gli omosessuali e
gli africani vengono infettati mediante vaccinazioni di massa, col
pretesto di proteggerli da altre malattie. Oppure accusano il governo di
praticare la guerra batteriologica contro i propri cittadini omosessuali
mettendo in giro un virus(!) che contagia a preferenza gli
omosessuali”(11).
Leggiamo ancora, nel dossier inchiesta di Romano e Vogel, che “la
rivista gay New York Native, nell’83 pubblicò la lettera di un
dipendente del laboratorio di guerra biologica di Fort Detrick il quale
assicurava di aver partecipato all’operazione, che era iniziata nel
‘78. La lettera era anonima ma è stata pubblicata anche in Unione
Sovietica dalla Literaturnaya Gazeta (il 30.10.85 secondo Covert
Action)... Secondo un articolo apparso con rilievo nel Times di Londra
l’epidemia di AIDS in Africa ed in Sud America segue la vaccinazione in
massa contro il vaiolo, effettuata nei primi anni ‘80. Per estirpare il
vaiolo dalla faccia della terra l’OMS avrebbe vaccinato almeno 70
milioni di negri dell’Africa Centrale”(12).
La gravissima accusa fu pubblicata prima da un giornale di New Delhi
“The Patriot” (ottobre 1985), e poi ripresa e stigmatizzata
dalla sovietica “Literaturnaya Gazeta” il 30 ottobre dello stesso
anno. In Brasile, la notizia che il virus dell’AIDS era un prodotto
dell’ingegneria genetica, messo appunto come terribile arma biologica,
fu pubblicata dal giornale “L’Estado de Sao Paulo”. In Inghilterra,
il 26 ottobre 1986, il quotidiano londinese “Sunday Express” ripubblicò
la terribile accusa. La “Pravda”, nell’ex Unione Sovietica, il 31
ottobre 1986, corredò una vignetta, che raffigurava un militare che dava
un pacchetto di dollari ad un medico che aveva una provetta con dentro il
mortale virus con una didascalia che ribadiva l’accusa della creazione
del virus nei laboratori del Pentagono. La rivista francese “Eléments”
(n. 63, 1988) rilanciò l’accusa con un articolo titolato “AIDS,
il Pentagono sotto accusa”. Tutto ciò sembra essere però passato sotto
silenzio.
E se l’AIDS fosse, davvero, una vera e propria strage programmata di
omosessuali, drogati, gente di colore e poveri del mondo?
Proviamo a prendere sul serio queste gravissime accuse. Non c’è dubbio
che un certo razzismo considera i gay e i drogati delle minoranze moleste,
di cui se ne potrebbe benissimo fare a meno. Quanto alle sterminate masse
di poveri del Terzo Mondo, che non producono e coi loro bisogni pongono
problemi alle nazioni più ricche, un loro sterminio si concilierebbe
molto bene con il modello di una società basata sul mercato, la
produzione e il consumo. Secondo una filosofia alquanto cinica, occorre
qualcosa che sostituisca le guerre e le grandi epidemie che in passato
avevano la funzione di calmierare e selezionare la popolazione del
pianeta.
E’ atroce pensare che scienziati e studiosi possano mettersi al servizio
di un tale disegno, ma d’altra parte non si può negare che in certi
santuari della scienza medica si agisca contravvenendo al giuramento di
Ippocrate e, invece, si sacrifichino vittime umane per teoremi di morte.
Lo ha denunciato il dott. Robert Newman, presidente di un grande ospedale
di New York, il “Beth Israel Medical Center”. Parlando dei
tossicodipendenti ha dichiarato: “Nessuno lo ha ancora detto
apertamente, ma sono sicuro che molti sono d’accordo che dovremmo
lasciarli morire tutti”(13). Questa logica di morte è confermata anche
dalle parole di Julian Huxley, fondatore della Società Eugenetica
Britannica, il quale ha asserito che: “L’intelligenza di un nero è
differente da quella di un bianco, come lo è il corpo (...). Del resto è
sufficiente vedere il comportamento religioso dei negri per comprendere le
differenze: urlano, danzano, si abbandonano alle emozioni più violente
(...). Negri e bianchi presentano differenze organiche inarmonizzabili”.
E’ in base a queste convinzioni che l’uomo arriva a sterminare i
propri simili. Ma poi, dovremmo forse stupirci che si possano organizzare
simili crudeli stermini al termine di un secolo segnato dal nazismo e
dallo stalinismo? Questo abominio, d’altronde, è stato denunciato,
soprattutto nei primi anni ’80, da alcuni studiosi e ricercatori che la
pensano proprio cosi e, a supporto delle loro gravissime accuse, indicano
alcuni documenti del governo degli Stati Uniti.
Tra questi, il Memorandum 200 per la Sicurezza nazionale è uno dei primi
e forse il più importante. Fu “redatto nell’aprile del 1974
dall’allora Consigliere americano per la Sicurezza nazionale, Henry
Kissinger. Il documento, a lungo tenuto segreto, fu reso di dominio
pubblico nel 1990 grazie alla legge per la libertà d’informazione, e
collocato negli Archivi nazionali americani. Si tratta di un documento
agghiacciante, che denota il cinismo di un governo quando afferma:
<<Lo spopolamento, dovrebbe essere la principale priorità della
politica estera americana verso i Paesi del Terzo mondo>>”(14).
Un altro documento terribile è il “Global 2000 Report to the President”
presentato dal Dipartimento di Stato americano. Il giornalista Rogelio
Maduro nel suo libro “The Ozone Scare” scrive: “Questo dossier fu
elaborato dal Consiglio della Casa Bianca per l’Ambiente e dal
Dipartimento di Stato a partire dai primi giorni della presidenza Carter.
Decine di alti funzionari e centinaia di consulenti hanno lavorato a
questo rapporto che proponeva di fare del ‘controllo demografico’ la
pietra angolare delle politiche di tutti i futuri presidenti americani.
Nel rapporto e nei documenti che lo accompagnano, si trovano tutta una
serie di profezie terrorizzanti: crisi delle risorse idriche, penuria di
energia, carenza di materie prime strategiche. La causa di tutto ciò? La
crescita demografica. (...). E’ dunque necessario, concludeva il
documento, che il governo faccia convergere politica estera ed interna con
l’obiettivo di eliminare questi uomini di troppo. (...). Dal momento in
cui questo documento è stato reso di pubblico dominio, sezioni intere del
governo americano non lavorano che per mettere in pratica le sue
raccomandazioni: il genocidio”(15).
Questo programma non è condiviso solo dagli americani. Il celebre
documentarista Jacques Cousteau, che fu un accanito propugnatore del
programma xenofobo in Francia, scrisse: “Noi vogliamo eliminare le
sofferenze, le malattie? L’idea è bella ma non può rivelarsi positiva
nel lungo termine. C’è da temere di compromettere così l’avvenire
della nostra specie. E’ terribile da dirsi. E’ necessario che la
popolazione mondiale si stabilizzi e perciò è necessario eliminare 350
mila uomini al giorno”(16). E Filippo duca di Edimburgo, marito della
Regina Elisabetta II presidente del WWF internazionale, affermò: “Nel
caso che io rinasca, mi piacerebbe essere un virus letale così da
contribuire a risolvere il problema della sovrappopolazione”. (Deutsche
Press Agentur, DPA, 8 agosto 1988).
Ecco un altro esempio del disprezzo verso le popolazioni del Terzo mondo.
Il patologo dr. Cornelius Rhoades, che qualche anno dopo avrebbe diretto
il reparto di patologia del Rockefeller Institute, nel 1932, diede inizio
ad una vasta ricerca sul cancro. In definitiva effettuava orribili
esperimenti, tra cui far insorgere deliberatamente delle infezioni
sui malati. Trenta portoricani, morirono a causa di questi orribili
esperimenti.
Rhoades come giustificazione sostenne che: <<I portoricani sono la
più sporca, la più fannullona, degenerata e ladra razza sulla faccia
della terra... e che perciò tutti i medici potevano deliziarsi
nell’abuso e nella tortura di questi sciagurati>>. Alla luce di
considerazioni così sinistre non è più fantascienza credere a quanto
sostengono alcuni scienziati, e cioè che “l’AIDS fu in effetti il
risultato di un programma di ricerca a lungo termine”. Qualcuno afferma
addirittura di averne le prove, come il russo Jakob Segal, docente di
biologia all’Università di Humboldt, nella ex Germania orientale. Il
professor Segal è certo che l’AIDS è stato messo a punto nel
laboratorio di Fort Detrick, nel Maryland, un centro di ricerca su armi
chimiche e biologiche. Segal per dimostrare la gravissima accusa pubblicò
tutti i dati, che aveva raccolto nel 1986, in un libro dal titolo:
“AIDS: una malattia prodotta in America”.
In esso lo studioso sostiene che: “il virus della immunodeficienza (Hiv),
che molti scienziati ritengono evolva in AIDS, è quasi identico ad altri
due virus: il Visna, una malattia mortale che colpisce le pecore, il BVL
(Bovine Leukemia Virus), ma non l’uomo, e il virus della leucemia delle
cellule T: Htlv-1 (Human T Cell Leukemia Virus). Il Laboratorio di alta
sicurezza di Fort Detrick realizzò l’unione dei virus Visna e Htlv-1.
Il risultato fu l’Hiv messo a punto tra la fine del 1977 e la primavera
del 1978. Il ‘cocktail’ di Fort Detrick venne testato su carcerati che
decidevano volontariamente di partecipare all’esperimento in cambio
della libertà anticipata. Siccome i sintomi non si manifestano prima di 6
mesi, i test furono giudicati fallimentari e i carcerati vennero
rilasciati”.
“Alcuni di loro erano omosessuali, - continua Segal - e una volta
arrivati a New York, ignari delle loro condizioni, cominciarono a
trasmettere il contagio a persone del giro dei gay newyorckesi. E qui, nel
1979, si manifestò il primo caso conclamato di AIDS, e la malattia
cominciò a diffondersi rapidamente”.
Un altro ricercatore Robert Strecker, confermò le accuse fatte da Segal.
Egli affermò: <<Quando si studia la natura del virus dell’AIDS si
scopre qualcosa di estremamente interessante. I geni del virus dell’AIDS
non esistono nei primati o nell’uomo. Se si prende il materiale genetico
di primati, scimpanzé, esseri umani e lo si riordina, non si può
ottenere l’AIDS>>. Per Segal l’AIDS si sarebbe diffuso a
causa di un incidente; per Strecker, invece, sarebbe stato iniettato
volutamente ai membri della comunità omosessuale americana durante il
programma per la vaccinazione contro l’epatite B.
Nel frattempo si continua a morire di AIDS specialmente tra le cotegorie a
rischio (omosessuali e drogati) e nel Terzo mondo. Tra i Paesi dove vi
sono più persone colpite dall’AIDS vi è l’India “che conta già
quattro milioni di abitanti sieropositivi e rischia di diventare il Paese
più colpito dall’epidemia dell’AIDS. Lo ha denunciato a Manila il
ministro della sanità indiano, signora Renu Ka Chowdury...”(Rai-Televideo
del 26 ottobre 1997). Dopo quanto esposto il fatto che segue fa venire la
pelle d’oca. Il 19 gennaio 1989 “‘Nature’ esce con una serie di
articoli sconcertanti sull’India. <<Saranno sterilizzate tutte le
mucche improduttive>> scrive ‘Nature’. Poi c’è la notizia che
riguarda direttamente la nostra storia: <<entro il ‘92, dice ‘Nature’,
tutti i bambini indiani saranno vaccinati contro una serie di malattie>>.
(...). Tutti i bambini indiani dovranno essere immunizzati entro il 1992.
“Chiaramente qualcosa non funziona nella redazione di ‘Nature’. In
India ci sono più di 200.000.000 di bambini, e il 92 inteso come anno non
è una scadenza realistica. (...). Alla fine del 1988 in India si
contavano 9 casi di AIDS”(17). Traete da soli le conclusioni.
Sulla base di questi fatti esposti c’è da chiedersi con inquietudine
che cosa ci riserva il futuro. Che sia davvero in atto una mortale
congiura? Come si è visto non sono in pochi a crederlo. Alcune delle tesi
riportate in questo studio ricevono, oggi, numerose conferme, anche molto
autorevoli.
Note bibliografiche:
1 G. Cosco, “Storia segreta
dell’AIDS”, Ediz. Segno, Udine 1996.
2 Ibid.
3 R. C. Gallo e L. Montagnier, L’AIDS nel 1998, in
“Le Scienze”, n. 244, dicembre 1988,
pag. 19.
4 “Science”, 29 luglio 1988.
5 C. Thomas Jr., Kary B. Mullis e Philip E. Johnson, What
cause AIDS?. L’articolo pubblicato sulla rivista “Reason”
(giugno 1994) è riportato in
“AIDS una questione aperta”, a cura di Raul Vergini, GUIDE ALLA
SALUTE di CARTAduemila, Andromeda, Bologna 1995, pag. 10.
6 Francesco Romano e Elizabeth Vogel, Le carte dell’AIDS,
Cesco Ciapanna Editore, Roma, marzo 1989, pag. 118.
7 “Nexus New Time”, Edizione italiana, n. 6, luglio-agosto
1996, pag. 7.
8 Dalla lettera di Peter Duesberg pubblicata in “La
rivista dei libri”, novembre 1996, pag. 42.
9 Francesco Romano e Elizabeth Vogel, Le carte dell’AIDS,
cit., pag. 134.
10 C. Thomas Jr., Kary B. Mullis e Philip E. Johnson, What cause
AIDS?, cit., pag. 12.
11 Francesco Romano e Elizabeth Vogel, Le carte dell’AIDS, cit.,
pagg. 96-97
12 Ibid., pag. 97.
13 “Science”, 12 febbraio 1988.
14 “XFACTOR”, pubblicazione edita dall’Istituto Geografico De
Agostini, n. 14, 1997, pagg. 16-17.
15 “L’Italia”, settimanale, 22 marzo 1995.
16 “Corriere dell’Unesco”, novembre 1991.
17 Francesco Romano e Elizabeth Vogel, Le carte dell’AIDS, cit.,
pag. 153.
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